Associazione Movimento "Un giorno per..."

Un sogno. Che ne pensi?


Qui vorrei raccontarvi un sogno. Un sogno fuori luogo, forse, ma tutti i sogni sono fuori luogo a meno che non si stia dormendo. Mi facevo quattro conti in tasca mentre ero al lavoro, proprio in uno di quei giorni in cui non hai voglia di lavorare, in cui vorresti essere a fare qualunque altra cosa. Il giorno è trascorso. Ho fatto quello che dovevo e ho rimandato a domani tutto quello che proprio non andava giù, come fanno tutti. Ho spulciato i giornali on_line, leggendo delle solite miserie che affliggono il pianeta. Fame, malattie, tensioni sociali… Ci si fa l’abitudine, si cerca di non pensare, di non deprimersi, di fare bene la propria parte. Oggi, però, la cosa è andata peggio. Oggi non sono riuscito a non ricordare le tante immagini di tristezza viste nel Sud del Mondo e anche qui, nel nostro Paese in crisi. Nonostante di solito io ami il mio lavoro, sognavo di non essere qui, dove la sera è venuta controvoglia, ma che questa mia giornata fosse stata spesa per il mondo. Oggi, per esempio, ho ridipinto con alcuni amici la facciata di un asilo a San Paolo, in Brasile. È stata una buona giornata. Ho guadagnato il meglio senza guadagnare nulla. Oggi ho accompagnato una persona che non poteva andare da sola. È stata una buona giornata. Ho guadagnato il meglio senza guadagnare nulla. Oggi ho insegnato la nostra lingua a qualcuno che non la conosceva. Oggi ho scritto una poesia sulla pace. Oggi ho raccolto soldi per la ricerca su una malattia che potrebbe colpire qualcuno che amo. Sarebbe stata una giornata migliore. Allora ho fatto una piccola indagine. Siamo molti milioni nel nostro paese a lavorare. Ho preso lo stipendio medio e l’ho abbassato. La famosa “peggiore” delle ipotesi. 1000 Euro netti. Ma c’è chi deve campare con molto meno. Per semplificare e togliere poco al poco l’ho diviso per trenta, i giorni di un mese. Fa poco più di 30 Euro. Diciamo 30 Euro, che si fa prima. Se dedicassi al mondo un giorno del mio lavoro, spenderei virtualmente 30 Euro. Sarebbe un bel sacrificio, soprattutto in un anno, perché 970 Euro al mese invece di 1000 si sentono. Ma io oggi avevo voglia di sognare. Se tutti noi lo facessimo… C’è anche chi guadagna 1500 e guadagnerebbe 1450. Chi guadagna 3000 e guadagnerebbe 2900. Più si sale e meno la vita cambierebbe dedicando un giorno al mondo invece di lavorare per le proprie tasche. Siamo circa 60.000.000 solo nel nostro paese. Quanti lavoratori, in questo momento di crisi? Comunque decine di milioni. Se tutti investissero un solo giorno al mese, che cosa accadrebbe? Sono cifre enormi. Io ho pensato agli ipotetici 30 Euro. Cercando on_line ho scoperto che con 30 Euro si vaccinano dalla poliomielite 80 bambini. Se oggi, quindi, avessi lavorato per loro, avrei 30 Euro in meno e 80 bambini in più. Beato chi guadagna 3000, che avrebbe 100 Euro in meno e 240 bambini in più. Con 30 Euro si comprano 500 bustine di Sali reidratanti, 2000 matite perché un bambino possa scrivere, si adottano due bambini a distanza, si comprano semi per un contadino per un anno intero e via e via. E ho immaginato che lo facessimo tutti. Tutto l’anno.

Mi sono detto di no, non andrebbe bene. Sono cifre così grosse che l’economia ne risentirebbe. Meno consumi, più disoccupazione. Ho pensato allora all’investimento etico. Questo potrebbe rendere possibile il sacrificio anche a chi guadagna poco e non può privarsi della rendita di un giorno di lavoro. Sono molte le possibilità. Potrei decidere di spendere l’equivalente della mia giornata lavorativa non donando direttamente il denaro, ma comprando ciò che mi serve in modo differente. Acquistando, per esempio, i prodotti del Commercio Equo e Solidale: tè, caffé, biscotti e così via. Potrei pensare all’ambiente, perché il bene non è a senso unico e ognuno risponde alla chiamata in base al proprio cuore. Potrei, con quella cifra, acquistare detersivi alla spina. Non solo: anche pasta, farina e latte. Potrei acquistare i prodotti delle cooperative sociali. Costano di più, è vero, ma si tratta del mio sacrificio per il mondo e ho deciso di non donare il denaro, ma di investirlo per un’economia giusta. Se poi decidessi di bere l’acqua del rubinetto – magari installando un depuratore per migliorarne il sapore – risparmierei e l’ambiente ne trarrebbe giovamento. I comportamenti etici sono tanti e per tutte le tasche e arrivano a coprire anche le vacanze. Potrei investire la mia giornata mensile dedicata al mondo per farmi una bella vacanza di turismo responsabile, forse la miglior opportunità per entrare in contatto con le comunità locali. Infine, per gli amanti dell’investimento puro, le banche. Potrei aprire un conto corrente in una Banca Popolare Etica e fare lì i miei versamenti, consapevole che i proventi sul mio lavoro andranno a finanziare progetti di sviluppo sociale sparsi nel mondo. Ancora, mi sono detto: e chi non può o non desidera né investire in economia etica, né donare direttamente la sua giornata? Resta il lavoro. In fondo, questo ragionamento parte dal lavoro ed è bello che ritorni al lavoro. Ognuno potrebbe “regalare” otto ore al mese di quanto di più bello sa fare agli altri, secondo le filosofie delle Banche del Tempo.
Mi sono detto che sarebbe bello costruire un movimento, che so, chiamiamolo “Un giorno per…” di persone che dona o investe ogni mese un trentesimo del proprio guadagno per il mondo. Forse è tanto, è vero, ma il mondo è messo piuttosto male. E pensavo a quante potrebbero fare, in questa direzione, i fondi raccolti anche solo da piccoli gruppi di amici. Con lo sforzo di pochi si avrebbero fondi considerevoli.

In pratica, che cosa ne pensi?
Se esistesse un Associazione Movimento “Un giorno per…” aderiresti? E la tua adesione, in che direzione sarebbe?
a) Libera donazione ad una delle tante ONLUS;
b) Sostegno diretto di uno dei progetti sociali che l’Associazione andrebbe a finanziare;
c) Acquisto nell’ambito di un’Economia Etica;
d) Investimento in una Banca Popolare Etica;
e) Lavoro gratuito per gli altri, secondo la filosofia delle Banche del Tempo
f) Altro.

Scrivimi e fammi sapere.